martedì 16 febbraio 2010

housing sociale, impariamo a farlo dall’Olanda

Viasarfatti25.it - Università Bocconi

Housing sociale, impariamo a farlo dall’Olanda


Piano casa. L’abitazione per le fasce di popolazione che non riescono ad acquistare sul mercato


di Giacomo Morri, direttore del Master in Real estate della Sda Bocconi


La recente crisi economica ha avuto un notevole impatto sul settore immobiliare: se gli effetti più evidenti sono stati senza dubbio la riduzione dei valori immobiliari e la debacle di numerosi operatori, un effetto meno evidente, ma non certo meno importante, è stata la riduzione del potere di acquisto delle famiglie, che si riflette sulle possibilità di accesso all’abitazione per una sempre più ampia fascia intermedia di popolazione (oltre in particolare a studenti, single e giovani famiglie).

Quest’ultima, da un lato non riesce ad accedere all’acquisto dell’abitazione sul libero mercato, dall’altro non rientra nei programmi per l’edilizia residenziale popolare e, infine, incontra serie difficoltà anche nel trovare una soddisfacente soluzione abitativa in locazione, in quanto, nel mercato italiano, chi possiede una casa nella maggior parte dei casi vi abita.

Il recente Piano Casa, nel tentativo di rispondere a questo e altri problemi, ha introdotto un modello in cui dallo Stato centrale, per mezzo di un sistema di fondi immobiliari locali, è possibile far affluire risorse finanziarie finalizzate allo sviluppo del social housing, inteso come edilizia residenziale a canone di locazione calmierato. In sostanza, si offre agli operatori privati la possibilità di creare fondi immobiliari per la realizzazione di nuove unità residenziali destinate alla locazione a canone ridotto e successivamente alla vendita. Cassa depositi e prestiti, mediante un fondo di fondi gestito dalla propria Sgr, investirà in questi fondi immobiliari locali fino al 40% dell’equity necessaria.

Per poter essere effettivamente virtuoso, oltre a un supporto finanziario pubblico, il modello deve essere completato anche da una maggiore efficienza del progetto immobiliare: è quindi utile uscire dai soliti paradigmi dello sviluppo e della gestione immobiliare e guardare a nuovi modelli che contemplino la collaborazione tra pubblico e privato. In questo altri paesi hanno già ottenuto risultati interessanti, primo fra tutti l’Olanda, dove oggi oltre un terzo delle abitazioni rientrano in un modello di social housing e sono realizzate con capitali privati. Il modello olandese si basa su un programma integrato di rigenerazione urbana e sulla realizzazione di unità immobiliari più efficienti nei costi di gestione e nell’utilizzo delle superfici.

In primo luogo, la concertazione tra pubblico e privato consente di giungere alla definizione di progetti di più ampia portata in cui si riqualificano e si valorizzano aree urbane mediante la realizzazione di un mix di funzioni (più “ricche”come il retail o meno come il residenziale in locazione), al fine di ottenere anche un mix sociale con la creazione di servizi a livello di quartiere, innalzando la qualità complessiva della zona. In questo modo la redditività complessiva del progetto è sufficiente ad attirare investitori privati, senza la necessità di un continuo ricorso a capitali pubblici.
In secondo luogo, grande attenzione viene prestata alla tecnica costruttiva, con l’impiego di nuove tecnologie che consentano un abbattimento dei costi e dei tempi di costruzione, ma anche con un’attenzione al risparmio energetico che permette di ridurre i costi di gestione e di migliorare, conseguentemente, il risultato economico.
Infine, una progettazione attenta alle nuove esigenze, consente di ottimizzare l’uso degli spazi mediante la creazione di parti comuni che permettono di ridurre le superfici private senza diminuirne l’utilità, il tutto di nuovo a vantaggio dell’economicità del progetto.

Prima di potersi anche solo avvicinare ai risultati dell’Olanda ci vorranno ancora anni, ma la strada è stata tracciata e il crescente interesse degli operatori del mercato fa dell’housing sociale una delle tematiche più calde del mondo immobiliare odierno.



Fonte: Via Sarfatti 25.it - Il quotidiano della Bocconi

sabato 6 febbraio 2010

alcuni interventi significativi

Su indicazione di Fernando Lua Silva, segnalo:

il numero 131 della rivista COSTRUIRE IN LATERIZIO che ha come titolo questo mese "social housing". Ci sono interessanti progetti di ELEMENTAL (Alejandro Aravena), progetti olandesi(come sempre di altissimo livello), shigeru ban ed altri italiani.


Segnalo inoltre anche alcuni progetti segnalati in molti articoli come ottimi interventi di social housing:

1. progetto equipamientos LV di Coll-Leclerc (scuola matterna e
miniapartamenti per famiglie giovani), Barcellona
2.Tietgen Dormitory di Copenhaghen (realizzato nel quartiere Orestad)
360 unita abitative per studenti-dormitorio del futuro
3. progetto residenziale nel quartiere parigino di montparnasse, 12
appartamenti, progettato dallo studio koz
4. per giovani coppie, a Stravanger in norvegia, riuso di 10 vecchi
container. Studio Helen & Hard AS
5. Dehors condiviso (cambirls-Barcellona), 34 appartamenti, progetto
Vincent Guallart (ACTAR)

martedì 19 gennaio 2010

a Barcellona si rivitalizza lo spazio urbano

Riporto un articolo tratto da il sole 24ore ; a mio avviso una interessante esperienza progettuale che sperimenta soluzioni architettoniche atte ad aumentare gli standard abitativi e a garantire la flessibilità nel tempo dell`intera struttura; mi permetto di evidenziare le parti dell`articolo che ritengo siano importanti.

alcune immagini relative al progetto sono disponibili nell`articolo>



Lo studio Coll & Leclerc rimette in discussione il tradizionale edificio di Cerdà, all'insegna della polivalenza funzionale e materica
Francesca Comotti - ARKETIPO


L'edificio sorto all'angolo tra carrer Londres e Villaroel può sembrare uno dei tanti interventi di riqualificazione a cui Barcellona è stata sottoposta negli ultimi anni, ma si tratta di un caso unico, un progetto pilota che fa parte di un vasto piano strategico di rivitalizzazione urbana. A metà degli anni Novanta, il Comune di Barcellona ha creato ProEixample, una società mista con capitale pubblico e privato, di cui il Comune è azionista per il 62%, con la missione di migliorare la qualità di vita degli abitanti attraverso la rigenerazione dello spazio urbano, la creazione di nuove infrastrutture e il recupero dei cortili interni negli isolati di Cerdà, per restituirli ai residenti sotto forma di luoghi pubblici e giardini.

Un progetto polifunzionale

Il concorso a inviti organizzato da ProEixample per l'edificazione del lotto d'angolo tra Londres e Villaroel, prevedeva per la prima volta la compresenza di diverse funzioni in un unico intervento: residenza per giovani, asilo, scuola e parcheggio. Anche la sistemazione del patio interno era parte del programma. La proposta di Jaime Coll e Judith Leclerc mette in discussione il sistema tradizionale dell'isolato Cerdà, recuperando la tipologia “Mediterranea” sperimentata negli anni '60 dall'architetto Antoni Bonet: l'uso della profondità edificabile viene stravolto per rispondere a esigenze funzionali inesistenti a metà del XIX secolo. Tra queste, la preoccupazione degli architetti di garantire un buon livello d'illuminazione naturale a tutti i fruitori, e di separare il flusso dei pedoni dal traffico veicolare, soprattutto in presenza di un accesso a impianti scolastici.

Il programma polivalente si riflette nella definizione di due volumi paralleli, chiaramente differenziati tra loro e separati da un passaggio semipubblico che collega la strada con il patio interno dell'isolato. Tale distribuzione interrompe l'allineamento e la continuità di facciata, creando un sistema di percorsi alternativi che facilitano la convivenza di funzioni diverse. L'intervento si sviluppa su una profondità di 28,5 metri; i due blocchi, posizionati sull'asse nord-sud, hanno altezze diverse per consentire una miglior penetrazione della luce in entrambi gli edifici. Volumi entrambi poco profondi, ospitano uno le unità abitative per i giovani, l'altro, interno e più basso, la scuola e l'asilo.

Spazi di relazione

Il patio interno si trasforma in giardino pubblico, ma soltanto al di fuori dell'orario scolastico. Il parcheggio sotterraneo, con accesso dall'edificio residenziale, si sviluppa su quattro livelli e si estende al di sotto del patio. I flussi d'entrata a ciascuna funzione sono separati grazie alla permeabilità della pianta alla quota su strada, e alla presenza del passaggio tra gli edifici. Questo spazio funge da elemento di relazione e da vestibolo d'accesso alla scuola, in modo da decongestionare il marciapiede pubblico. Il volume residenziale è profondo 7,5 metri e ospita 45 unità abitative di 44 metri quadrati ciascuna, destinate a giovani fino a 30 anni, che il Comune assegna con contratto d'affitto a tempo determinato.

I progettisti sperimentano una tipologia non tradizionale di edilizia sovvenzionata, partendo al contrario dallo studio di unità abitative minime di 22 metri quadrati per poi espanderle. Il risultato è un appartamento composto da due unità minime, intercambiabili e polivalenti, che possono essere accoppiate sia sullo stesso livello che su livelli diversi, come nel caso dei duplex situati al primo piano. Separate tra loro da una parete mobile, protette verso l'ingresso da uno spazio-filtro che contiene la cucina e con i volumi tecnici dei servizi sul fronte strada, le unità sono spazi la cui definizione è lasciata in mano all'inquilino.

Unità abitative componibili

L'idea di partenza è quella di comporre le unità abitative come se si trattasse di case monofamiliari, ciascuna col proprio ingresso indipendente, una doppia esposizione e una ventilazione incrociata, resa possibile anche grazie alla scarsa profondità dell'edificio. È per questo motivo che la distribuzione verticale e orizzontale si realizza al di fuori del volume, su passerelle di aspetto industriale con funzione anche di brise-soleil, appese a due metri di distanza dal fronte sud dell'edificio. Da queste, si distribuiscono gli accessi ai singoli appartamenti, attraverso un balcone-ponte che regala uno spazio polivalente all'aperto a ciascuna unità. In questo modo, lo spazio esterno aggiuntivo, così come gli interni flessibili, la luminosità proporzionata dai fronti vetrati e alla doppia esposizione, danno vita a una soluzione che i progettisti stessi definiscono dotata di «piccoli lussi necessari, ciò che Peter Mithson era solito definire i piccoli piaceri della vita».

martedì 22 dicembre 2009

densidad

segnalo un altro testo che mi pare interssante (per amore di verità devo dichiarare che mi è stato consigliato dall'arch. Cristina Barranca) sul tema della densità e del rapporto tra essa e la residenza collettiva. è in spagnolo e in inglese; posso affermare che si legge scorrevolmente poichè i testi non sono complessi.

mercoledì 16 dicembre 2009

Abitare a Milano

Dopo faticose ricerche segnalo gli esiti di un concorso internazionale "Abitare a Milano" che presenta molti esempi di nuovi interventi di edilizia convenzionata promossi dal comune ed in fase di realizzazione. C'è molto materiale scaricabile in pdf e secondo me alcuni progetti sono molto interessanti e molto affini al nostro tema soprattutto per l'integrazione dell'housing con servizi.

questo è il link al sito del comune con tutti i progetti

e questo a quello che è stato pubblicato come progetto del mese dal giornale dell'architettura di novembre dello studio MAB di Barcellona.

giovedì 3 dicembre 2009

sociopolis

Riporto l`introduzione al progetto sociopolis presente nel sito (vedi link a fondo post); a seguire mi sono permesso di riportare un paio dei progetti che a mio avviso, già dal ridotto numero di informazioni presenti, esprimono dei concetti interessanti:

-Duncan Lewis, per la volontà di trattare il piano terra come un proseguimento del contesto e come di conseguenza il paesaggio che entra nell`edificio caratterizzi e arricchisca il sistema degli accessi agli alloggi;
-YO2 architects, per il sistema distributivo, gli accessi e la tipologia proposta;

Proyecto Urbano > Introducción

Sociópolis es un proyecto impulsado por la Generalitat Valenciana para la construcción de un nuevo modelo de barrio de vivienda asequible, siguiendo a la tradición moderna de investigar y proponer nuevos entornos habitables que respondan a la sociedad de cada época.

El proyecto promueve la construcción de viviendas sociales que respondan a las necesidades de las nuevas unidades familiares (como jóvenes emancipados, personas mayores, familias monoparentales, etc.), tanto en propiedad como en alquiler, en un entorno urbano calidad en el que las zonas verdes y los equipamientos estimulan la interacción social y la arquitectura de calidad impulsa la excelencia urbana.

Sociópolis fué presentado en la Bienal de Valencia del año 2003, en un proyecto en el participaron 13 arquitectos internacionales . En él se proponía un nuevo modelo de desarrollo urbano en el que la viviendas y los equipamientos multifuncionales se integraban en un entorno agrícola, siguiendo el modelo del "hortulus" mediterráneo.
Tras su presentación se decidió realizar un primer barrio de 2.800 viviendas protegidas (650 en regimen de alquiler), al sur de la ciudad de Valencia, en la pedanía de La Torre, situado entorno al nuevo cauce del rió Turia, en una superficie de alrededor de 350.000 m2.

En este proyecto la transformación urbana viene guiada por la voluntad de proteger el máximo de superficie de "huerta" (que son las tradicionales zonas agrícolas entorno a la ciudad de Valencia) regada con aguas del río Turia a través de las "acequias" que construyeron los árabes hace mas de 800 años. Este desarrollo urbano, fomenta la protección del paisaje y del medio ambiente, al mismo tiempo que cumple una función social al facilitar viviendas a un precio tasado a una gran cantidad de personas.

En el barrio se conservan cuatro alquerías historicas, y alrededor de ellas se plantean zonas de "huertos urbanos" cuidados por los propios habitantes del barrio. Asimismo en el barrio se fomenta la interacción social y el sentido de comunidad a través de instalaciones deportivas como un campo de fútbol, circuito atlético, zonas de juegos y skating.

Los edificios propuestos están orientados todos ellos hacia la zona verde central que tiene una superficie de 120.000 m2, siendo accesibles desde un circuito de tráfico perimetral que rodea el complejo.
Además de bloques y torres, el barrio cuenta con edificios de equipamientos que contiene un programa hibrido, entorno a los cuales se organiza la vida publica en el barrio. Por un lado se implantarán viviendas de alquiler destinadas a jóvenes de menos de 35 años y a personas mayores, y por otro lado todos los edificios cumplirán su misión publica social, mediante programas que fomenten la relación humana, como un centro de arte, una guardería, una zona deportiva, centro social, centro para jóvenes y talleres para artistas.

En el proyecto participan arquitectos tales como VICENTE GUALLART/ TOYO ITO/ WILLY MULLER ARQUITECTOS, MANUEL GAUSA/ SCAPE ARCHITECTURE. Duncan Lewis/ R&SIE ARCHITECTS. FRANÇOIS ROCHE/ GEODE BLOCK/ YO2 ARCHITECTS. Young Joon Kim./ THE OBSERVER DESIGN GROUP. JM LIN / EA ARQUITECTOS. Antonio Lleyda, Eduardo de la Peña/ SOGO ARQUITECTOS/ JOSE LUIS MATEO. MAP ARQUITECTOS/ MVRDV / COLOMER& DUMONT/ ARQUITECTURAS TORRES NADAL/ ARQUITECTURA MEDIATERRANEA. José María Lozano/ ABALOS & HERREROS/ NO.MAD ARQUITECTOS. Eduardo Arroyo.




Edificios > SCHAPE ARCHITECTURE Duncan Lewis
HUERTA M3
TD06. 35 Viviendas de Alquiler. Jardín de Naranjos


El edificio se construye como un prototipo para la ocupación de parcelas con plantaciones de naranjos, en los que se mantiene el cultivo existente. Por ello la volumetría habitada, se levanta del suelo mediante filos pilotis que sostiene los apartamentos cúbicos que permite la entrada de luz para la insolación de los árboles. El edificio, construido de forma ligera, define corredores y espacios de relación abiertos, que estimulan la vida comunitaria.










Edificios > YO2 ARCHITECTS Young Joon Kim
URBAN MAT
TD05. 25 Viviendas de Alquiler. Centro de Salud.


El edificio, emplazada en la plaza creada frente a la alquería del Saboner se organiza como superpoción de dos actividades diferenciadas: por un lado un centro de salud de barrio, y por otro una secuencia de viviendas, delimitada por una serie de muro secuenciados, que crea diferentes tipologías de viviendas en torno a pequeños patios interiores.














www.sociopolis.net

mercoledì 2 dicembre 2009

atlante dell'abitare contemporaneo

con il suo commento del 30 Nov, Alice ha suggerito di consultare:

Atlante dell'abitare contemporaneo, Segantini Maria Alessandra, Skira 2008

recensione:
Dopo l’intenso dibattito avvenuto lungo tutto il Novecento, il tema dell’edilizia residenziale sta assumendo nuovamente un ruolo di primaria importanza nella situazione contemporanea caratterizzata da panorama metropolitano complesso segnato dallo sprawl e da una generalizzata frammentazione dello spazio della casa e della vita collettiva. Si tratta di progetti che tentano risposte alla domanda di sistemi flessibili e che cercano di configurare nuove dimensioni per l’individuo nello spazio pubblico e privato.
La casa racconta di un mondo che sta cambiando molto rapidamente e i progetti selezionati possono essere visti come tentativi sperimentali di dare forma ai nuovi modi dell’abitare la casa nel futuro prossimo. Attraverso la raccolta degli esempi più significativi prodotti negli ultimi dieci anni, il libro percorre i temi centrali come quello della densità, della flessibilità, del rapporto con il suolo, del costruire sul costruito, dell’immagine della casa, attraverso i saggi di alcuni tra gli autori più significativi che si stanno occupando di questi temi. Un saggio introduttivo del curatore delinea i tratti attraverso i quali il libro si svolge inserendoli in un più vasto quadro di riferimento storico-critico.
Tra i cento lavori che raccoglie, il libro illustra progetti di Herman Hertzberger, Wiel Arets, Steven Holl, Sanaa, Gigon-Guyer, Cino Zucchi, Eric van Egeraat, David Chipperfield, Atelier Bow How, Mecanoo, Baumschlager & Eberle, Massimo Carmassi e di altri tra i più interessanti protagonisti della scena architettonica internazionale contemporanea. Ogni progetto è presentato da una scheda sintetica di riferimento e rimanda a una bibliografia
completa.



vai in skira>

area s.saba

A seguito di una richiesta di materiale aggiuntivo per l'area s.saba (planimetria dwg con curve di livello), il comitato organizzatore ha inoltrato questa planimetria storica, attraveso la quale è possibile leggere le pendenze.
Non è stato possibile reperire un file cad.

domenica 29 novembre 2009

un programma per l’housing sociale

1. Il Progetto Housing Sociale

Il Progetto Housing Sociale ha una duplice valenza: da un lato di impresa economica, in quanto prevede livelli di investimento molto significativi che hanno richiesto la definizione di solide modalità di gestione che fornissero agli investitori privati le necessarie garanzie; dall’altro istituzionale, in quanto mira a produrre non solo delle iniziative ma anche, e soprattutto, nuove proposte e modelli organizzativi che mostrino come la Pubblica Amministrazione, il Terzo Settore e gli operatori privati possano divenire partner efficaci per affrontare il bisogno abitativo.

2. Una definizione di housing sociale

Il mercato immobiliare a partire dalla metà degli anni ’90 ha assistito ad un generalizzato aumento dei prezzi a fronte di una crescita più ridotta dei redditi familiari , generando tensioni abitative soprattutto nelle aree metropolitane, rispetto alle quali gli strumenti tradizionali dell’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) faticano a produrre risposte adeguate.
La domanda di case si è trasformata nel tempo, diventando più complessa e articolata, e appare oggi caratterizzata dalla presenza di domande abitative atipiche (forte aumento di single, famiglie mono-genitoriali, immigrati, lavoratori temporanei, studenti fuori sede, ecc) e dall’allargamento dell’emergenza casa a fasce della popolazione intermedie, fino a pochi anni fa non toccate da questo tipo di disagio.




Definizione di Alloggio Sociale: Tale definizione, come per altro quella proposta dal CECODHAS (the European Liaison Committee for Social Housing), sottolinea la necessità di considerare il tema della casa con un approccio multidimensionale, trattando gli aspetti immobiliari assieme a quelli sociali e “immateriali” dei servizi, sviluppando quindi progetti immobiliari affiancati da programmi di supporto, di accompagnamento e di facilitazione della convivenza con l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità delle comunità locali.

Definizione di Housing Sociale: Nell’ambito di questo progetto, “housing sociale” significa pertanto l’insieme di alloggi e servizi, di azioni e strumenti rivolti a coloro che non riescono a soddisfare sul mercato il proprio bisogno abitativo, per ragioni economiche o per l’assenza di un’offerta adeguata. La finalità dell’housing sociale è di migliorare e rafforzare la
condizione di queste persone, favorendo la formazione di un contesto abitativo e sociale dignitoso all’interno del quale sia possibile non solo accedere ad un alloggio adeguato, ma anche a relazioni umane ricche e significative.

3. Progettazione integrata e valore sociale

La progettazione di un intervento di housing sociale si caratterizza per considerare gli aspetti immobiliari non come un fine ma come uno degli elementi da valorizzare all’interno di un approccio integrato che dedica particolare enfasi a tematiche di carattere sociale.
In un intervento di housing sociale la progettazione architettonica diviene parte di un processo articolato che, a differenza di un normale progetto immobiliare, è solo in parte focalizzato sulla realizzazione degli edifici; il processo si estende alla gestione degli alloggi e al presidio della vita della comunità e dei suoi servizi, pianificando un’attività di compagnamento che diventa parte integrante e necessaria della realizzazione degli Alloggi Sociali.
Storicamente non mancano esempi di progettazione di interventi residenziali che abbiano enfatizzato la dimensione sociale. Molto spesso, tuttavia, nonostante la cura, gli obiettivi di partenza sono stati disattesi nella fase di attuazione, principalmente a causa della mancata estensione del disegno urbano e architettonico a un progetto gestionale integrato.

Definizione di Progetto gestionale integrato:Per progetto gestionale integrato si intende un processo di sviluppo dei contenuti che metta a sistema le singole parti del progetto (spazio privato, spazio pubblico, servizi, gestione futura ecc) e coordini le dimensioni rilevanti (economico-finanziaria, gestionale, sociale, architettonica ed ambientale) all’interno di un disegno complessivo.

Il progetto gestionale considera:
􀂈􀀄Pianificazione economico-finanziaria dei vari aspetti dell’intervento (sviluppo immobiliare, aspetti sociali, ambientali e gestionali). Ogni aspetto progettuale viene inserito nel perimetro dell’intervento sulla base di una valutazione della sua sostenibilità, autonoma o se possibile anche favorita da sussidi esterni al progetto;

􀂈􀀄Definizione di un profilo di riferimento della nuova comunità che assicuri un mix sociale equilibrato, coordinato con le politiche abitative del Comune e con la normativa regionale applicabile, da utilizzare come base per l’assegnazione degli alloggi;

􀂈􀀄Progettazione dei servizi: inserimento, all’interno del nuovo intervento residenziale, di servizi locali e urbani che rafforzino le relazioni con il quartiere e, di particolare importanza per l’housing sociale, di servizi residenziali collaborativi che, con un adeguato accompagnamento, favoriscano la formazione del senso di comunità e di appartenenza;

􀂈􀀄Progettazione architettonica con particolare focalizzazione sulla definizione degli spazi di relazione, interni ed esterni agli edifici, e sulla formalizzazione di un manufatto che valorizzi la dimensione sociale dell’abitare e le relazioni con l’ambito nel quale si inserisce;

􀂈􀀄Attenzione per l’ambiente e gli stili di vita sostenibili: elaborazione ampia del concetto di sostenibilità, a partire dall’efficienza energetica come base del progetto edilizio fino all’incentivazione di stili di vita più sostenibili, come omponente rilevante per conseguire i risultati più elevati del progetto;

tratto da: un programma per l’housing sociale, Fondazione Cariplo, Fondazione Housing Sociale


www.fhs.it
www.housingsocialemilano.it/programma_housing_sociale

martedì 24 novembre 2009

plus











PLUS -Les grands ensembles de logements - Territoires d'exception - Druot, Lacaton & Vassal
Lacaton & Vassal propongono una interessante interpretazione del "più" tema del seminario. Una esplorazione sul tema del riuso-rinnovamento di edifici residenziali; attraverso delle sovrastrutture riescono ad aumentare gli standard e la vivibilità di edifi esistenti. L`aumento di superficie utile consente di ottenere spazi accessori per le abitazioni (winter garden) e nuove residenze.

Questo`il testo a spiegazione del progetto:
In France an important public program is being mounted to deconstruct the high-rise housing estates from the 1960s and 70s (demolition/reconstruction on a one-to-one basis), thus expressing a strong will to transform the image of the city.
At the same time an important deficit is observed of public housing, one which would, on the contrary, call for an increase and an acceleration in building terms.
In this context, we consider that demolition is aberrant and that transformation would permit one to respond to needs in a more economic, more effective and more qualitative way.
While today the high-rise estates present housing conditions that are more often than not unsatisfactory and inadequate, we are nevertheless convinced that a potential for quality remains associated with them.
More often than not the structural, geographic and spatial potential of these great buildings is a valuable point of departure for radically improving current housing conditions.
To offer flats that have twice the surface area and are bathed in natural light, to offer diversified, non-standard typologies, service and usage facilities, and to consider the quality of the interiors and the communal spaces as prior to urban quality are today's objectives.

Frédéric Druot, Anne Lacaton & Jean Philippe Vassal, architects
with Cécile Graindorge, Alexandre de Mercey, David Pradel, architects collaborators,
Cédric Rossoni, graphic designer
undertaken for the Ministère de la culture et de la communication, Direction de l'architecture et du patrimoine

Published by Editorial Gustavo Gili SL, Barcelona, 2007

http://www.lacatonvassal.com/index.php

giovedì 19 novembre 2009

incontro del 18 novembre 2009

suggerimenti dei docenti prof.ssa De Maio e prof.Ferlenga

spunti per riflettere:


-il problema più grande del social housing è rappresentato dall`identità degli spazi e dal senso di appartenenza-attaccamento di chi vi abita
-l`edilizia sociale non deve essere in disaccordo o disgiunta dalle caratteristiche dell`area
-lavorare sui residui, sugli scarti della città (riferito alla caratteristiche intrinseche delle aree di progetto)
-le aree si dimostrano come appendici della città (riferito in particolare a s.saba e porto fluviale)
-pensare e ricercare la flessibilità dell`edificio
-indagare il tema del riuso del riciclo della durabilità nel tempo degli edifici (edifici a basso costo di realizzazione ma di breve durata supportati comunque da una soluzione economoico finanziaria vantaggiosa per il costruttore-gestore)

esperienze da consultare:

-Q8 Milano
-case matera (apparteneza)
-case in viale Etiopia dell`arch. Mario Ridolfi, Roma, 1951-54
-concorsi a Roma e Milano banditi lo scorso anno
-ritrovare nel cinama spunti e suggerimenti per rivedere e riproporre usi-forme-soluzioni per aree centrali della città (Rocco e i suoi fratelli, Luchino Visconti, 1960 - Mon oncle, Jaques Tati, 1958 - altri film del neorealismo italiano
-investigare come lo scenario europeo/mondiale affronta il tema del social housing
-MVRDV progetto per un edificio residenziale Madrid (Celosia)

prossimo incontro previsto per il 16 Dicembre 2009

invito chiunque abbia materiale su questi argomenti a pubblicarlo (diventando autore) o inviarmelo

martedì 17 novembre 2009

un manifesto incompleto per la crescita


Bruce Mau,1998.

1. Lascia che gli avvenimenti ti trasformino

Devi avere la volontà di crescere.
La crescita non è una cosa che ti succede. Sei tu a farla. Sei tu a produrla. Requisiti preliminari della crescita: apertura a vivere a fondo gli eventi e disponibilità a farsi trasformare da essi.

2. Dimenticati del buono

Il buono è una quantità nota. Il buono è quello su cui tutti siamo d’accordo. La crescita non è necessariamente buona. La crescita è un’esplorazione di recessi oscuri che possono rivelarsi fruttuosi per la nostra ricerca oppure no. Finché te ne starai attaccato al buono non crescerai veramente.

3. Il percorso è più importante del risultato

Quando è il risultato a guidare un percorso arriviamo sempre e soltanto dove siamo già stati.
Se è il percorso a fare da guida al risultato, magari non sappiamo dove stiamo andando ma ci renderemo conto che volevamo arrivare proprio là.


4. Ama i tuoi esperimenti [come ameresti un bambino brutto]

La gioia è il motore della crescita.
Sfrutta appieno la libertà organizzando il tuo lavoro in forma di esperimento, iterazioni, tentativi, prove ed errori interessanti. Prendi le distanze e concediti ogni giorno il gusto di sbagliare.


5. Vai in profondità

Più vai a fondo, più è probabile che tu scopra qualcosa di prezioso.


6. Fai collezione di incidenti

Una risposta sbagliata è una risposta giusta in cerca di una domanda diversa.
Raccogli le risposte sbagliate come parte del percorso.
Poni domande diverse.

7. Studiare

Uno studio è un luogo per studiare.
Usa le esigenze produttive come una scusa per studiare.
Tutti ne trarranno beneficio.



8. Vagare


Permettiti di vagare senza meta.
Esplora i dintorni.
Non giudicare.
Rimanda le critiche.



9. Comincia da un punto qualunque


John Cage ci dice che non sapere da dove cominciare è una forma comune di paralisi.


Il suo consiglio: cominciare da un punto qualunque.

10. Tutti sono capi

La crescita arriva. Quando lo fa, lasciala emergere. Quando è sensata impara a seguirla. Lascia che tutti siano capi.

11. Fai tesoro delle idee

Elabora le applicazioni. Per mantenersi in vita le idee hanno bisogno di un ambiente dinamico, fluido, generoso. Le applicazioni, invece, beneficiano del rigore critico.
Fai in modo che il rapporto tra idee e applicazioni sia alto.

12. Spostati continuamente

Il mercato e le sue attività hanno la tendenza a rafforzare il successo.
Opponiti ad essi. Lascia che il fallimento e la migrazione siano parte della tua pratica professionale.

13. Rallenta

Desincronizzati rispetto agli schemi temporali ordinari: ti si porranno delle occasioni sorprendenti.

14. Non essere freddo

La freddezza è timidezza conservatrice vestita di nero.
Liberati dai limiti di questo genere.

15. Fai domande stupide

La crescita è alimentata dal desiderio e dall' ingenuità.
Valuta la risposta, non la domanda. Immagina di imparare per tutta la vita al ritmo con cui impara un bambino.

16. Collabora

Lo spazio tra le persone che lavorano insieme è pieno di conflitti, attriti, lotte, allegria, risate e di un grande potenziale creativo.

17. ____________________

Intenzionalmente lasciato in bianco.
Riserviamo spazio alle idee che non hai ancora avuto, e alle idee degli altri.

18. Rimani alzato fino a tardi

Accadono strane cose quando sei andato troppo oltre, sei stato su troppo a lungo, hai lavorato troppo e sei separato dal resto del mondo.

19. Lavora sulla metafora

Ogni oggetto ha la capacità di rappresentare qualcos’altro rispetto a ciò che appare. Lavora su ciò che rappresenta.

20. Stai attento ai rischi che corri

Il tempo è genetico.
L’Oggi è figlio di ieri e il padre di domani.
Il lavoro che produci oggi creerà il tuo futuro.

21. Ripetiti

Se ti piace, rifallo.
Se non ti piace, rifallo.


22. Costruisci i tuoi strumenti

Rendi ibridi i tuoi strumenti per costruire oggetti unici.
Anche strumenti semplici, se ti appartengono, possono aprirti nuovi percorsi di ricerca. Ricorda: gli strumenti amplificano le nostre capacità, quindi, anche uno strumento piccolo può fare una grande differenza.


23. Sali sulle spalle di qualcuno

Se ti fai trasportare dai risultati di chi ti ha preceduto puoi andare più lontano. E il panorama è decisamente migliore.

24. Evita di software

Il problema del software è che ce l’hanno tutti.


25. Non mettere in ordine la scrivania

La mattina potresti trovare qualcosa di utile che stanotte non hai visto.

26. Non metterti in competizione

Non farlo.
Non fa per te.


27. Leggi solo pagine di sinistra

Lo faceva Marshall McLuhan.
Diminuendo la quantità d’informazioni, lasciamo spazio a ciò che egli chiamava il nostro "filo conduttore".


28. Crea parole nuove

Espandi il lessico.
Le nuove condizioni richiedono un nuovo modo di pensare.
Il pensiero richiede nuove forme di espressione.
L'espressione genera nuove condizioni.


29. Pensa con la tua testa

Dimentica la tecnologia.
La creatività non dipende dalle apparecchiature.


30. Organizzazione è libertà

Nella progettazione, o in qualsiasi altro campo, la vera innovazione si verifica nel contesto.
Tale contesto di solito consiste in una qualche forma di impresa gestita in cooperazione.
Frank Gehry, per esempio, è stato in grado di realizzare il Guggenheim Museum di Bilbao solo perché il suo studio è stato capace di effettuare i lavori rispettando il preventivo. Il mito del divario tra "creativi" ed "esecutivi" è ciò che Leonard Cohen chiama un “affascinante artefatto del passato”.

31. Non chiedere prestiti

Ancora una volta, il punto di vista di Frank Gehry.
Mantenendo il controllo finanziario, si conserva il controllo creativo.
Non è un concetto particolarmente complicato, ma è sorprendente quanto sia difficile osservare questo principio e quanti abbiano fallito.


32. Ascolta attentamente

Ogni collaboratore che entra nella nostra orbita porta con sé un mondo più strano e complesso di quanto mai avremmo potuto sperare di immaginare.
Prestando attenzione ai dettagli e alla sottigliezza dei suoi bisogni, desideri, o ambizioni, s’inserisce il suo mondo nel nostro. Né l’uno né l’altro saranno più gli stessi.

33. Viaggia sul territorio

La larghezza di banda del mondo è superiore a quella del televisore, o di Internet, e perfino di quella di un ambiente computerizzato di simulazione grafica in tempo reale, mirata al raggiungimento di un obiettivo, a visualizzazione dinamica, interattivo, a immersione totale.

34. Sbaglia più in fretta

Non è un’idea mia. L’ho presa in prestito. Penso sia di Andy Grove.


35. Copia

Non te ne vergognare. Cerca di imitare quanto più pedissequamente.
Non ci riuscirai mai fino in fondo e la differenza potrebbe essere davvero interessante.
Basta guardare la versione del grande vetro di Marcel Duchamp fatta da Richard Hamilton per capire quanto ricca, screditata e poco utilizzata sia l'imitazione come tecnica.


36. Canticchia

Se ti dimentichi delle parole, fai come faceva Ella Fitzgerald: metti insieme qualcos'altro; non parole.


37. Rompilo, stiralo, curvalo, schiaccialo, spezzalo, piegalo

38. Esplora l’altro lato

Se si evita di affidarsi a scatola chiusa alla tecnologia, si acquista grande libertà. Non riusciamo a trovare il bandolo della matassa perché ce l’abbiamo sotto i piedi.
Cerca di usare tecnologie vecchie, utensili resi obsoleti dai cicli economici ma ancora ricchi di potenzialità.


39. Pausa caffè, corse in taxi, sala d’attesa

La crescita vera spesso si verifica fuori dai luoghi in cui la si aspetta, negli spazi interstiziali, quelli che il dottor Seuss chiama "luoghi d’attesa".
Hans Ulrich Obrist, una volta ha organizzato una conferenza di scienza e arte con tutte le infrastrutture di una conferenza (ricevimenti, colloqui, pranzi, accoglienza all’aeroporto) ma senza la conferenza vera e propria.
Si è rivelato un enorme successo e ha generato numerose collaborazioni in corso.

40. Evita i campi

Salta gli steccati. I confini tra le discipline, i regolamenti prescrittivi sono tentativi di tenere sotto controllo la vita creativa, che è selvatica.
Spesso sono gli sforzi comprensibili di mettere in ordine quelli che sono processi molteplici, complessi, in evoluzione.
Il nostro compito è quello di saltare gli steccati e attraversare i campi.


41. Ridi

I visitatori del nostro studio spesso osservano che ridiamo molto.
Da quando me ne sono reso conto, uso quest’aspetto come barometro di quanto siamo a nostro agio nell’esprimerci.

42. Ricorda

La crescita è possibile solo come prodotto della storia.
Senza memoria, l'innovazione è solo novità.
La storia dà alla crescita una direzione.
Ma la memoria non è mai perfetta.
Ogni ricordo è un'immagine degradata o composita di un momento o un evento precedente.
Questo è ciò che ci rende consapevoli della sua qualità di passato e non di presente.
Ciò significa che ogni memoria è nuova, un costrutto parziale diverso dalla sua fonte, e, come tale, essa stessa un potenziale di crescita.


43. Potere al popolo

Il gioco funziona solo quando si sente di avere il controllo della propria vita.
Non possiamo essere agenti di libertà se non siamo liberi.